Il mio viaggio tra la "Miami europea" e i tesori di Alicante
A marzo, con un bisogno quasi fisico di luce e calore, ho deciso di lasciarmi alle spalle il grigiore di Milano. La mia destinazione: la Costa Blanca, quel tratto luminoso della costa sud della Spagna che promette una primavera anticipata.
In questo viaggio ho avuto il piacere di essere ospitata dall’Ente del Turismo Spagnolo, che sta promuovendo con energia questa destinazione; tuttavia, come in ogni mio racconto, voglio condividere con voi la sacrosanta verità e le mie impressioni più autentiche su questa terra.
Sono atterrata ad Alicante e da lì, in circa quaranta minuti di pullman, ho raggiunto la mia base:
Benidorm. Già quel breve viaggio è stato un antipasto perfetto. Dal finestrino, ho potuto godermi lo spettacolo della vera terra spagnola, arida e montuosa, che correva veloce fino a sfiorare un mare che, anche solo intravedendolo, sembrava già di un blu intenso.
Appena arrivata in hotel, la prima cosa che abbiamo fatto è stata salire. Fino in cima, al roof top.
E lì, ho capito perché questa zona è così amata. La vista da lassù è di quelle che ti lasciano letteralmente a bocca aperta. Una piscina a sfioro che sembrava fondersi direttamente con il Mediterraneo e, sotto di noi, il panorama incredibile di Benidorm.
Un modello di eccellenza premiato dall'Europa
Prima di addentrarci tra le spiagge, va detta una cosa importantissima. L’impegno per l’ambiente e la cura del territorio di questa città non sono passati inosservati: la Commissione Europea ha infatti incoronato Benidorm con il prestigioso premio European Green Pioneer of Smart Tourism 2025. Si tratta di un riconoscimento importantissimo che l’Unione Europea assegna a chi si distingue come pioniere verde per lo sviluppo di un turismo intelligente. E lo si vede ovunque: dalla gestione super efficiente dell’acqua (con un tasso di recupero del 95%), all’accessibilità universale, fino agli investimenti in parchi ed efficienza energetica.
“Il mondo è pieno di posti straordinari: devi solo decidere di andarli a vedere.”
Benidorm: la città dalle mille facce
Benidorm è una città di contrasti sorprendenti. La sua geografia è definita da due spiagge immense e perfette:
• Da un lato la Playa de Levante, più vivace, sempre piena di vita, il cuore della famosa movida.
• Dall’altro la Playa de Poniente, più rilassata, un lungomare elegante e tranquillo, ideale per le famiglie.
A separarle, c’è il Casco Antiguo, il cuore storico. Un promontorio roccioso con la chiesa dalla cupola blu, viuzze strette piene di tapas bar e il meraviglioso Balcón del Mediterráneo, una terrazza bianca che si affaccia sul mare infinito.
La città ha una vera e propria doppia anima:
• C’è la Benidorm per le famiglie, con servizi impeccabili e spiagge sicure. Ma soprattutto, offre una scelta incredibile di parchi a tema per la gioia dei bambini. Ci sono enormi parchi acquatici come Aqualandia e Aqua Natura per le giornate più calde, parchi faunistici spettacolari come Mundomar e Terra Natura per scoprire gli animali, e l’immancabile Terra Mítica, un parco divertimenti tra i più famosi di tutta la Spagna dove scatenare l’adrenalina.
• E poi c’è la Benidorm del divertimento, con un’offerta sterminata di ristoranti, locali, club e musica dal vivo che anima la notte, specialmente nella famosa “zona inglese”.
A separarle, c’è il Casco Antiguo, il cuore storico. Un promontorio roccioso con la chiesa dalla cupola blu, viuzze strette piene di tapas bar e il meraviglioso Balcón del Mediterráneo, una terrazza bianca che si affaccia sul mare infinito.
La città ha una vera e propria doppia anima:
• C’è la Benidorm per le famiglie, con servizi impeccabili e spiagge sicure. Ma soprattutto, offre una scelta incredibile di parchi a tema per la gioia dei bambini. Ci sono enormi parchi acquatici come Aqualandia e Aqua Natura per le giornate più calde, parchi faunistici spettacolari come Mundomar e Terra Natura per scoprire gli animali, e l’immancabile Terra Mítica, un parco divertimenti tra i più famosi di tutta la Spagna dove scatenare l’adrenalina.
• E poi c’è la Benidorm del divertimento, con un’offerta sterminata di ristoranti, locali, club e musica dal vivo che anima la notte, specialmente nella famosa “zona inglese”.
Altea e Alicante: arte, storia e sapori
A pochissima distanza da questa metropoli verticale, ho scoperto un gioiello che mi ha rubato il cuore: Altea. È un mondo a parte. Un borgo bianco arrampicato sulla collina, dove vivono e lavorano gli artigiani della zona. Mi sono persa volentieri tra le sue viuzze strette, camminando sull’acciottolato, con le case bianche illuminate da cascate di bouganville fucsia. Ovunque si respira creatività: negozietti che vendono candele fatte a mano, ceramiche uniche, dipinti. E la vista sulla costa dalla sua piazzetta è semplicemente fantastica.
Poi, naturalmente, ho dedicato una giornata intera ad Alicante, una città che non è solo un aeroporto, ma un luogo ricco di storia e di luce.
• Il Castello di Santa Bárbara: Il simbolo indiscusso arroccato sul monte Benacantil. Salire fin lassù (c’è anche un comodo ascensore!) significa dominare con lo sguardo l’intera baia, il porto e i tetti della città, camminando tra mura che hanno visto secoli di storia.
• Il Barrio de Santa Cruz: Sotto il castello, mi sono innamorata di questo quartiere storico. È un labirinto di stradine acciottolate, scalinate, case bianche con porte e finestre colorate e fiori appesi a ogni balcone. Un posto fuori dal tempo.
• Il Lungomare e le Vie Curiosità: Passeggiando verso il mare, non si può perdere la Explanada de España, con i suoi sei milioni di tessere di mosaico rosse, crema e nere che formano un’onda ipnotica, fiancheggiato da palme. E per una foto curiosa, c’è la Calle de las Setas, un’intera via pedonale addobbata con statue a forma di fungo gigante!
• I Sapori: Alicante è anche questo. Il Mercato Centrale è un’esplosione di vita: banchi stracolmi di jamón ibérico, olive di ogni tipo, il famoso turrón (il torrone tipico di Alicante) e un’area dedicata al pesce freschissimo. Un luogo autentico dove gustare prelibatezze locali.
Elche, il palmeto infinito e il mistero della Dama
Dopo aver esplorato per prima Altea e poi essermi persa tra i tesori di Alicante, avendo ancora un paio di giorni a disposizione prima del rientro, non potevo assolutamente farmi mancare una tappa a Elche. Dovevo andarci, anche solo per ammirare il suo leggendario palmeto e farmi raccontare, sussurrata tra le fronde, la storia della sua Dama.
Si narra che, in un tempo remoto e dimenticato, queste terre assolate fossero sorvegliate da una figura enigmatica. Un’antica sacerdotessa, forse una nobildonna iberica o una divinità legata alla terra, dal volto perfetto e dallo sguardo magnetico che incuteva rispetto e meraviglia. Adornata con misteriosi e pesanti gioielli a forma di ruota sui lati del viso, la Dama sembrava custodire i segreti più antichi di questo luogo magico. Per secoli ha riposato nel silenzio, celata sotto la polvere del tempo, finché la terra non ha deciso di restituire il suo magnifico busto, avvolgendolo in un’aura di mistero che ancora oggi nessuno è riuscito a svelare del tutto.
Oggi, una sua suggestiva riproduzione vigila all’interno dell’Huerto del Cura. E vi assicuro che vale davvero la pena visitare questo luogo: passeggiare all’ombra di oltre mille palme lussureggianti, in questo giardino botanico incastonato nel palmeto più grande d’Europa e Patrimonio dell’Umanità UNESCO, ti trasporta in un attimo in un mondo lontano, quasi fiabesco.
La vera storia della Miami Europea
Tornando a Benidorm, ho compreso a fondo il motivo per cui inglesi e francesi scelgano questa “Miami europea” per svernare: la sua storia è unica ed è stata ideata completamente dagli abitanti della baia. Per decenni, i locali sono stati pescatori: un lavoro pesante, pericoloso, un’eredità di famiglia tramandata di padre in figlio. Erano maestri indiscussi in tutto il Mediterraneo per la pesca dei grandi tonni rossi attraverso l’antica e faticosa tecnica dell’almadraba.
Nel tempo, purtroppo, è arrivata una crisi profonda. Delle particolari correnti hanno rimescolato le acque del mare, spingendo le grandi colonie di tonni a cambiare rotta. Questo ha lasciato i poveri pescatori con le reti completamente vuote. È stato in quel momento di disperazione che uno degli abitanti del villaggio, Pedro Zaragoza Orts, ha avuto l’intuizione di provare a reinventare il territorio.
Pedro ha iniziato a contattare catene alberghiere di un certo calibro, progettando una città verticale che guardasse al futuro. Ma la vera rivoluzione è che è riuscito a far costruire e crescere la città piano piano, utilizzando i propri proventi e facendo sì che gli abitanti mantenessero la proprietà dei loro terreni, senza mai vendere il territorio. Hanno sviluppato il turismo dettando le loro regole, ponendo una condizione ferrea: il rispetto assoluto della natura che li circonda.
E questo si sente. Le persone sono incredibilmente cordiali, ospitali e disponibili. I costi, poi, sono davvero contenuti: con 10 o 12 euro si può pranzare benissimo. L’offerta di alloggi è vastissima: appartamenti vacanze, formule all-inclusive, B&B e meravigliosi boutique hotel affacciati proprio sul mare.
È una destinazione che consiglio, sia per un weekend lungo per ricaricare le batterie, sia per un’intera settimana. Torni a casa con negli occhi il blu intenso del mare, la sensazione della sabbia meravigliosa sotto i piedi e quell’aria pulita che rigenera

