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Benvenuti nel mio angolo dei diari di viaggio! Sono Emanuela Ferrari Bruno, consulente viaggi e, per voi lettori, la vostra testimonial travel. Oggi voglio portarvi dietro le quinte di un’avventura straordinaria, nata in collaborazione con UsaCoastToCoast e guidata dal mitico Massimo Fabbri: un viaggio di gruppo nel cuore profondo del New England nel momento più magico dell’anno, la stagione del Foliage. Un itinerario studiato palmo a palmo per catturare l’essenza dell’autunno americano, dove la natura dà spettacolo e la storia si respira ad ogni angolo. Mettetevi comodi, si parte!

L'attesa, il volo oltreoceano e l'impatto con Boston

La vigilia e la mobilitazione da tutta Italia

Un viaggio di gruppo straordinario come questo non comincia mai sulla pista di atterraggio, ma settimane prima, tra lo studio delle mappe, lo scambio di messaggi entusiasti con i viaggiatori e quella dolce adrenalina che ti sale dentro mentre prepari la valigia. Questa volta, poi, la mobilitazione è stata una vera e propria ragnatela tesa su tutta Italia, pronta a convergere verso un unico, grandioso obiettivo: Boston!

La mattina del 24 ottobre la sveglia è suonata presto, prestissimo, in tantissime case italiane. C’era chi, come Francesca, Laura, Wanda e il nostro capofila Max Fabbri, si apprestava a varcare i controlli dell’aeroporto di Bologna alle 6:21. Quasi nello stesso istante, alle 6:22, Luciano si imbarcava da Milano Linate, mentre Tiziana da Roma Fiumicino e Lara da Venezia Marco Polo stavano per spiegare le ali rispettivamente alle 6:32 e alle 7:15. Una macchina organizzativa perfetta che ha visto i primi voli atterrare a Fiumicino e ad Amsterdam per i vari scali tecnici.

Per me e mio marito Massimiliano la grande avventura è iniziata ufficialmente alle 7:43, quando abbiamo salutato la pista di Milano Linate a bordo del nostro volo Delta, con il cuore che già batteva a ritmo on the road. Dopo un comodo e puntualissimo scalo ad Amsterdam alle 9:35, ci siamo riuniti a Lara per l’imbarco sul volo transatlantico delle 11:40, mentre il resto della ciurma decollava da Roma e le ultime due compagne di viaggio, Paola e Silvia, partivano da Firenze via Zurigo.

L'arrivo al Logan International e la regola d'oro del noleggio auto

Vedere l’Oceano Atlantico scorrere sotto l’aereo per ore fa sempre un certo effetto, ma la vera magia inizia quando il comandante annuncia l’inizio della discesa. Alle 13:35 precise, le ruote del nostro aereo toccano finalmente la pista del Logan International Airport di Boston. L’air autunnale del Massachusetts ci accoglie sul tarmac con la sua tipica freschezza, ma l’adrenalina è tale che non sentiamo affatto freddo. Nel giro di due ore, tra le 14:22 e le 15:25, tutto il nostro gruppo si è finalmente riunito nello stesso terminal, unito, carico e pronto a conquistare l’autunno americano!

Sbrigate le solite, pazienti procedure d’immigrazione, ci dirigiamo tutti insieme, bagagli al seguito, verso i banchi del noleggio per ritirare il van che sarà la nostra casa su ruote per i prossimi giorni. Ed è qui che voglio lasciarvi il primissimo, fondamentale consiglio da insider.

Partire è il primo passo per scoprire quanto è grande il mondo… e quanto possiamo crescere noi.

Il Consiglio dell'Esperta – Regola d'oro quando si ritira l'auto negli USA

Ricordatevi sempre che quando si ritira un veicolo a noleggio negli Stati Uniti, la primissima cosa da fare è fare un bel respiro profondo e armarsi di tantissima, tantissima pazienza. Le pratiche burocratiche oltreoceano sembrano letteralmente infinite: tra contratti da controfirmare, controlli dei documenti, spiegazioni delle varie opzioni e scartoffie da verificare, i tempi si allungano notevolmente. Non abbiate mai fretta! È fondamentale verificare con estrema cura ogni singolo dettaglio del contratto e, soprattutto, fare un controllo minuzioso dello stato dell’auto prima di uscire dal parcheggio. Controllate i graffi, le luci, i livelli e i pneumatici. La sicurezza e la trasparenza vengono prima di tutto, e un buon consulente sa che cinque minuti in più spesi al banco evitano brutte sorprese al rientro!

Finalmente, sbrigate tutte le scartoffie e controllato ogni dettaglio del nostro grande van, carichiamo i bagagli incastrandoli alla perfezione e ci mettiamo in marcia verso l’hotel, l’Holiday Inn Boston Bunker Hill Area, per prendere possesso delle camere e rinfrescarci un attimo

Il primo impatto con Back Bay e la promessa della Public Library

24 Ottobre (pomeriggio): Tra grattacieli, parchi e aria universitaria y

Lasciate le valigie nelle camere del nostro hotel e sgranchite le gambe dopo le tantissime ore di volo, non abbiamo resistito al richiamo della strada: era il momento di dare ufficialmente inizio all’avventura! Saliamo a bordo del van e ci muoviamo decisi verso uno dei quartieri più eleganti e affascinanti di tutta la città: Back Bay.

Mentre guidiamo verso Dalton Street, l’impatto con Boston è immediato ed esaltante. C’è un’energia pazzesca nell’aria, una vitalità che ti scorre sotto la pelle. Cominciamo a girare per la zona per iniziare a respirare a pieni polmoni la vera aria americana, quella che finora avevamo visto solo nei film. Ci addentriamo con lo sguardo lungo i viali alberati, lambendo la zona delle celebri università che rendono questa città un polo culturale mondiale.

Parcheggiata l’auto, iniziamo a passeggiare e io vengo magneticamente attratta dal profilo imponente della Boston Public Library. Per il momento ci limitiamo a guardarla ed esplorarla dall’esterno, ma la sola vista della sua facciata rinascimentale mi fa battere il cuore: è un palazzo che trasuda letteralmente cultura, studio e un’atmosfera d’altri tempi. Rimango a fissare quelle grandi windows con una promessa nel cuore: so già che non vedo l’ora di varcare quella soglia nei giorni successivi per assaporare ogni singolo gradino della storia che custodisce.

L'eccellenza culinaria dell'Est e l'accoglienza dell'Ente del Turismo

C’è una cosa importantissima che ci tengo a raccontarvi: grazie al lavoro di Max e alla preziosa collaborazione con i partner locali, siamo stati ospiti dell’Ente del Turismo per l’intera durata del viaggio! Questo ci ha permesso di vivere un’esperienza davvero esclusiva, venendo coccolati e ospitati anche per alcuni pranzi e cene in ristoranti selezionati di altissimo livello.

E lasciatevelo dire da chi ha la buona cucina nel sangue: qui abbiamo assaggiato una cucina veramente splendida, curata e ricca di sapore, che non ha assolutamente nulla a che fare con i classici e veloci diner della West Coast. L’Est, da questo punto di vista, è tutta un’altra cosa! Sia chiaro, non voglio togliere niente alla California e ai suoi incredibili parchi che ho amato alla follia nel mio viaggio precedente, ma la cura del cibo, la freschezza delle materie prime e la ricercatezza dei piatti che abbiamo trovato nel New England mi fanno venire ancora l’acquolina in bocca al solo pensiero.

La conferma l’abbiamo avuta proprio stasera: per la nostra prima cena oltreoceano ci spostiamo a Cambridge, da Puritan e Company. Davanti a dei piatti eccellenti e ai primi brindisi di gruppo, ci guardiamo negli occhi: stanchi per il fuso orario, ma infinitamente felici. La nostra avventura nel New England è ufficialmente cominciata.

Nel frattempo, la luce dell’autunno inizia a virare verso i toni caldi dell’oro. Corriamo verso l’osservatorio del View Boston: qui, alle 17:48 in punto, assistiamo a un tramonto spettacolare che accende i grattacieli e l’intera baia dall’alto. Passeggiamo poi lungo la famosa Newbury Street, ammirando la splendida Old South Church e la maestosa John Hancock Tower che si specchia su Copley Square.

Capitolo 3

Come veri "local" sulla linea rossa della storia e della cultura

25 Ottobre: La metropolitana, la State House e il segreto del Freedom Trail

La mattina del 25 ottobre la sveglia suona presto, ma l’entusiasmo è tale che il fuso orario non ci pesa affatto. Dopo un’ottima colazione nel nostro hotel – che, come vi dicevo, era un pochino decentrato rispetto al cuore pulsante della città, ma si è rivelato una scelta assolutamente strategica, comoda e perfetta per i nostri spostamenti – decidiamo di tuffarci nella vita reale di Boston. Niente van per questa mattina: vogliamo muoverci come dei veri local!

Raggiungiamo a piedi la stazione della metropolitana più vicina, compriamo i biglietti e ci addentriamo sui binari mescolandoci ai pendolari americani. È il modo migliore per sentire il battito di una città: osservare la gente che va al lavoro, i ragazzi con i libri sotto il braccio e lasciarsi trasportare fino al centro cittadino. Saliamo in superficie proprio nei pressi della monumentale Massachusetts State House, il municipio storico con la sua splendida cupola dorata.

Lì all’esterno, ad attenderci sul piazzale, c’è la nostra guida parlante italiano. È una signora squisita che vive a Boston con la sua famiglia da ben 30 anni; una di quelle persone che non si limita a sciorinare date, ma che sprizza un amore viscerale per ogni mattone di questa città ed è letteralmente entusiasta di raccontare l’inizio della storia americana. Ci fa cenno di avvicinarci e ci raduna tutti in cerchio attorno a un punto preciso sul marciapiedi: una sorta di grande “tombino” in bronzo dove c’è inciso l’emblema del Freedom Trail.

È proprio da qui che la nostra guida comincia a spiegarci che cosa sia davvero questo Sentiero della Libertà e perché inizi esattamente in quel punto. Ci mostra quella linea rossa, a tratti dipinta e a tratti fatta di mattoncini veri e propri, che si snoda davanti a noi sui marciapiedi. Ci spiega che quel filo rosso lungo circa 4 chilometri è un vero e proprio museo a cielo aperto, un percorso che collega i 16 siti storici più importanti legati alla Rivoluzione Americana e alla nascita degli Stati Uniti. Seguirlo non significa solo camminare, ma fare un viaggio nel tempo per capire come un manipolo di colonie abbia trovato il coraggio di ribellarsi alla corona inglese per fondare una nazione libera.

Il Freedom Trail a piedi, il pranzo e l'emozione della Public Library

Iniziamo a camminare seguendo con i piedi la linea rossa, lasciandoci cullare dai racconti affascinanti della nostra guida. Tappa dopo tappa, tocchiamo luoghi carichi di memoria come l’antico cimitero Old Granary Burying Ground, la solenne King’s Chapel, l’Old State House e l’Old North Church, fino ad addentrarci tra i profumi e i vicoli del caratteristico quartiere del North End, la Little Italy di Boston, dove si respira un’aria di casa deliziosa.

Dopo 3 ore di cammino, la fame comincia a farsi sentire e la nostra guida ci saluta proprio nel cuore di Boston, davanti al mitico Quincy Market. Questo posto è una specie di immenso mercato coperto storico, una galleria lunghissima e vivace strapiena di banchi e take away di ogni tipo. È il paradiso dei buongustai! È proprio qui che mi sono concessa un pranzo da leccarsi i baffi, assaggiando due capisaldi della cucina locale: una fantastica zuppa di vongole (Clam Chowder) calda e cremosa, servita nella tipica pagnotta di pane svuotata, e un panino con l’aragosta – il leggendario Lobster Roll – così fresco, ricco e saporito che mi fa venire ancora l’acquolina in bocca al solo pensiero.

Ma il pomeriggio riserva il momento che più attendevo. Mantenendo la promessa fatta la sera prima, andiamo finalmente a visitare l’interno della Boston Public Library! Varcare quella soglia è stato monumentale. È un luogo che trasuda letteralmente cultura, studio e rispetto dal profondo. Salendo quei gradini di marmo, ho avvertito un brivido: si percepisce un’intensità pazzesca, un silenzio sacro interrotto solo dal fruscio delle pagine e dai passi felpati dei tantissimi studenti immersi nelle magnifiche sale storiche con le lampade verdi. Ho voluto assaporare ogni singolo angolo, ogni affresco e ogni sfumatura di quell’atmosfera: la cultura lì non è solo custodita nei libri, ma la respiri proprio ad ogni gradino, ad ogni colonna. Un’emozione che mi è rimasta dentro per tutto il viaggio.

Con il cuore pieno di questa bellezza, dedichiamo il resto del pomeriggio a esplorare i meravigliosi e curatissimi giardini di Boston Common, per poi perderci tra le strade acciottolate e i lampioni a gas del suggestivo quartiere di Beacon Hill, scattando la classica foto ad Acorn Street. Ed è stato proprio passeggiando in questi quartieri che abbiamo iniziato a respirare un’atmosfera incredibile: essendo la fine di ottobre, tutte le case, i portoni e i giardini erano addobbati a festa per Halloween! Una cura del dettaglio pazzesca, con zucche giganti, scheletri, ragnatele e luci arancioni. Inutile dirvi che abbiamo tirato fuori i telefoni e fatto tantissime foto a queste facciate che sembravano veri e propri set cinematografici. Ci spingiamo infine fino a Charlestown per ammirare il maestoso Bunker Hill Monument e la storica nave USS Constitution, fermandoci a guardare il cielo che si incendia in un altro tramonto da favola alle 17:48, prima di chiudere la serata.

Nel cuore della settimana delle streghe a Salem e i fari del Maine

26 Ottobre: La città vestita d'arancione e lo stemma della Polizia

l 26 ottobre salutiamo Boston alle 7:30 e accendiamo i motori del nostro van lungo la Essex Coastal Scenic Byway, una splendida strada panoramica che costeggia l’oceano. La nostra prima meta è Salem, la celeberrima città delle streghe.

Se Salem è affascinante tutto l’anno, visitarla in questi giorni è stato un colpo di fortuna pazzesco: era la settimana di Halloween e la città era letteralmente in festa, completamente vestita di arancione, piena di bancarelle, parate e un’energia travolgente! Come potevi non innamorarti di un posto così? Passeggiando tra la folla festosa e i vicoli storici legati ai famosi processi del 1692, mi sono imbattuta in una bancarella davvero speciale: quella della polizia locale di Salem. Non ho saputo resistere e ho comperato un ricordo unico: una fantastica felpa ufficiale con il loro stemma che, nella realtà, raffigura proprio una strega sulla scopa! Un pezzo da collezione pazzesco che custodisco con grandissimo affetto.

Dopo aver scattato foto davanti alla storica Witch House e aver respirato questa magica follia arancione, ci rimettiamo in marcia. Passiamo da Gloucester, la cittadina di pescatori del film La tempesta perfetta, e proseguiamo il viaggio verso nord per circa un’ora, varcando ufficialmente il confine del Maine per raggiungere Portland.

Al porto ci aspetta un altro momento esclusivo: un pranzo speciale a base di pesce freschissimo direttamente sul molo da The Porthole, dove Chiara Moriconi del Maine Office of Tourism si unisce al nostro gruppo per guidarci tra i vicoli storici dell’Old Port.

L'incanto senza recinzioni dei fari del Maine

Il viaggio verso nord ci regala una delle meraviglie più grandi di questa regione: i fari. Sono letteralmente disseminati ovunque lungo la costa, tutti restaurati e curati in modo a dir poco impeccabile. La cosa che mi ha colpito di più, e che mi è rimasta stampata nel cuore, è come questi giganti bianchi facciano totalmente parte della vita e delle case dei residenti.

Provate a visualizzare la scena: fari bianchi candidi che svettano vicino a splendide case, anch’esse bianche, con immense vetrate che si affacciano sull’oceano, circondate da grandi prati verdi curatissimi, colline ondulate e un cielo di un azzurro limpido. E la cosa più incredibile, che fa riflettere, è che non esiste nessuna recinzione! Non ci sono muretti, cancelli o barriere. C’è un senso di civiltà e di fiducia straordinario: una bellezza immensa che gli abitanti del posto non vogliono nascondere, ma che hanno il desiderio di mostrare e, soprattutto, di condividere con chi passa di lì.

È proprio con questa meraviglia negli occhi che raggiungiamo il maestoso Portland Head Light a Cape Elizabeth, il faro più antico d’America, arroccato su scogliere spettacolari.

Le emozioni cinematografiche continuano nel pomeriggio: alle 15:30 guidiamo per un’altra ora e mezza verso il Marshall Point Lighthouse. Questo faro è un luogo mitico, rimasto nel cuore di tutti perché è il punto esatto in cui si conclude la lunghissima corsa coast-to-coast di Forrest Gump! Camminare su quella passerella in legno bianca proprio mentre il sole scivola sotto l’orizzonte alle 17:35, colorando il cielo di rosa e viola, è un’emozione da brividi. Chiudiamo la giornata guidando verso Bangor per il check-in al Country Inn at The Mall.

Tra i brividi di Stephen King, i set di Sleepy Hollow e l'incanto di Acadia

L'ombra del Re del Brivido e le location di Sleepy Hollow

Arrivati a Bangor, l’atmosfera cambia radicalmente, virando dal romanticismo della costa al fascino del mistero e del grande cinema. Questa cittadina nel cuore del Maine è indissolubilmente legata alla letteratura e alla cinematografia d’atmosfera. Ci mettiamo subito “a caccia” di uno dei suoi cittadini più illustri: Stephen King.

Raggiungiamo il numero 47 di West Broadway e ci troviamo davanti alla sua celeberrima villa: un’imponente dimora in stile vittoriano color rosso sangue, avvolta dal silenzio della sera e circondata da una bizzarra cancellata in ferro battuto finemente decorata con pipistrelli, ragnatele e draghi. Sembrava davvero di essere stati catapultati dentro le pagine di uno dei suoi romanzi!

Ma le sorprese per gli amanti del cinema non sono finite qui: girando per queste zone abbiamo scovato anche le case e gli scorci dove hanno girato una parte delle ambientazioni legate a Sleepy Hollow! Vedere dal vivo quelle architetture storiche, con le foglie secche che scricchiolano sotto i piedi e gli addobbi di Halloween ancora esposti, ci ha fatto assaporare quel pizzico di mistero gotico americano che rende il New England unico al mondo. Chiudiamo questa serata ricca di emozioni brindando al calore di una brewery locale con un’ottima birra artigianale prima di andare a riposare

27 Ottobre: Il pranzo a sorpresa, l'Oli's Trolley in esclusiva e un pezzo di storia

La mattina del 27 ottobre si apre con un rito a cui tengo tantissimo: ho tirato fuori dalla borsa il mio prezioso passaporto dei parchi americani, pronta a collezionare l’ennesimo e immancabile timbro ufficiale da portare a casa come ricordo indelebile. Lasciamo Bangor alle 8:00 in punto per dirigerci verso l’Acadia National Park. Più ci avviciniamo alla costa, più capiamo perché il foliage di questa regione sia considerato il più bello del pianeta: le foreste esplodono in mille sfumature di rosso acceso, arancione e oro zecchino, creando un contrasto surreale con il blu dell’Oceano Atlantico.

La nostra prima tappa è il suggestivo faro di Bass Harbor Headlight, incastonato tra le rocce granitiche, seguito dal Visitor Center di Hulls Cove. Ma è quando arriviamo a Bar Harbor che veniamo travolti dalle sorprese più belle di tutto il viaggio. Come vi raccontavo, l’Ente del Turismo ci ha coccolati dall’inizio alla fine: una volta arrivati, abbiamo scoperto che avevano fatto preparare apposta per noi dei fantastici, freschissimi e ricchissimi Lobster Roll per pranzo!

E non è finita qui: il mitico Oli’s Trolley, il caratteristico tram d’epoca completamente in legno e tenuto in modo a dir poco splendido, era tutto in esclusiva solo per il nostro gruppo! Mentre salivamo a bordo, l’atmosfera si è fatta subito speciale e un pizzico emozionante: il nostro autista ci ha confidato che quello con noi sarebbe stato l’ultimo, storico giro della sua vita. Il giorno successivo sarebbe andato in pensione dopo ben 30 anni di onorata carriera trascorsi a guidare quei bus di legno in mezzo alle meraviglie dell’Acadia Park.

Avere un autista così, che conosceva ogni albero, ogni curva e ogni segreto del parco, ha reso il tour di tre ore qualcosa di unico. Dal finestrino abbiamo visto scorrere le acque immobili di Eagle Lake, dove le chiome infuocate degli alberi si specchiano creando una simmetria perfetta, per poi toccare i punti più drammatici della costa: la splendida Sand Beach, le imponenti scogliere di Otter Cliffs e il punto panoramico di Thunder Hole. Abbiamo chiuso in bellezza tra i fiordi di Somes Sound, salutando il nostro autista con un pizzico di commozione e il cuore colmo di gratitudine. In serata rientriamo a Bangor, pronti per la prossima avventura.

Nel cuore delle White Mountain, tra ferrovie storiche e ponti coperti

28 Ottobre: Il viaggio nel tempo sulla Conway Scenic Railroad

La mattina del 28 ottobre si apre a Bangor con una veloce visita al Mount Hope Cemetery. Camminare tra le sue antiche lapidi immerse nel foliage mattutino, sapendo che ha fatto da sfondo ad alcune scene da brividi nei film tratti dai romanzi di Stephen King, regala un’atmosfera sospesa nel tempo.

Alle 8:00 in punto riaccendiamo i motori del van: ci aspetta un viaggio di circa 3 ore verso le imponenti White Mountain, nel New Hampshire. La nostra meta è la graziosa cittadina di Conway. Arriviamo giusto in tempo per un pranzo veloce allo Stairway Cafè, prima di un appuntamento che definire magico è poco: la Conway Scenic Railroad!

Alle 12:05 saliamo a bordo di questo meraviglioso treno d’epoca per un viaggio di due ore attraverso la Conway Valley. Vi dico la verità: lassù sembrava davvero di essere dentro la scena di un film. Come potevi renderti conto che era il 2024 mentre ti trovavi su quel treno storicamente perfetto? Ma non era solo il vagone: la stazione stessa custodiva l’iconica bellezza del passato, un passato incredibilmente vivo e presente, capace di lasciarti incantare al punto da non farti più accorgere dello scorrere del tempo. Era un passato talmente odierno che, minuto dopo minuto, diventava parte di te, sotto la pelle. Sentire il fischio della locomotiva e guardare dal finestrino le foreste dipinte d’autunno che scorrevano lente sono emozioni profonde che non si dimenticano più.

Finito il giro in treno, ancora sospesi in questa bolla temporale, imbocchiamo la leggendaria Kancamagus Highway. Questa non è una semplice strada, ma una delle Byways più famose d’America per ammirare il foliage. Facciamo tappa alla Saco Ranger Station per recuperare la mappa ufficiale dei punti panoramici e iniziamo a collezionare scorci unici. Attraversiamo il suggestivo Albany Covered Bridge, uno storico ponte coperto in legno che sembra uscito da un quadro, e ci fermiamo a fotografare l’infinito dal Sugar Hill overlook. Ci addentriamo poi nel Franconia Notch State Park per ammirare le gole del Flume Gorge e la spettacolare conca naturale di The Basin. In serata raggiungiamo il Best Western White Mountain Inn a Franconia per il check-in e ci concediamo una meritata cena rigenerante in una brewery locale

Alle origini dell'America: l'emozione inaspettata di Plymouth e il rientro a

30 e 31 Ottobre: Sui passi dei Padri Pellegrini e il rito dell'ultimo pancake

Il 30 ottobre salutiamo Lenox e ci mettiamo in marcia verso la costa storica del Massachusetts, raggiungendo Plymouth, dove facciamo il check-in al Best Western Plus Cold Spring. La mattina del 31 ottobre, il nostro ultimo giorno in America, inizia nel modo migliore possibile: seduti al tavolo di un tipico locale per goderci l’ultima, indimenticabile colazione. Ordiniamo quello che si rivelerà un vero e proprio capolavoro: un ultimo pancake di dimensioni letteralmente enormi, ma dalla leggerezza fantastica, soffice come una nuvola! Accompagnato dal mio amato caffè lungo americano (servito in una bellissima tazza con un gatto imbronciato), questo momento ha chiuso in vera bellezza la nostra permanenza.

Ci rechiamo poi alla ricostruzione del villaggio originale dei Padri Pellegrini del 1620. Vi dico la verità: all’inizio non capivo fino in fondo il senso profondo di questa visita. Ma è bastato pochissimo per ricredermi: lì si concentra la vera storia, l’inizio assoluto di tutto. Vedere gli attori in costume d’epoca che riproducono fedelmente la dura vita dei primi coloni sbarcati dalla Mayflower ti fa toccare con mano le radici di questo Paese.

La vera magia, però, l’abbiamo vissuta grazie a Elizabeth dell’Ente del Turismo. È stata fantastica: ci ha accompagnati passo dopo passo, camminando con noi per le strade della cittadina la sera, subito dopo cena. È stata un’esperienza incredibilmente bella, intima e raccolta. Ci ha portati a visitare un locale interamente in legno, qualcosa di fantastico, dove appesi alle lanterne c’erano scritti i nomi delle persone reali che hanno vissuto lì in passato. Lì dentro ho capito la grandezza di questo popolo: l’attenzione quasi sacra a tutto ciò che appartiene al passato, rispettato e tenuto in vita nel presente.

Completiamo la passeggiata nel cuore di Plymouth andando ad ammirare il leggendario Plymouth Rock, il Plimoth Grist Mill e la maestosa ricostruzione della nave Mayflower II ancorata nel porto, rimanendo estasiati da come la memoria storica sia custodita.

L'ultimo saluto di fronte all'oceano: Scituate Lighthouse

Alle 13:30, caricate le valigie sul van, ci mettiamo in marcia verso Boston per dirigerci a malincuore verso l’aeroporto. Ma l’America ha voluto regalarci un ultimissimo istante di pura poesia. Lungo il tragitto decidiamo di fare una deviazione e fermarci a Scituate.

Lì, proprio nei pressi dello storico Scituate Lighthouse, il tempo si è fermato un’ultima volta. Ci siamo seduti sulle panchine di fronte all’oceano immenso, a respirare il vento salmastro e a guardare le onde che si infrangevano sulla spiaggia di ciottoli, dove qualcuno ha lasciato dei sassi colorati dipinti a mano con bellissimi messaggi dedicati all’amore e alla memoria. Camminare su quella passerella di legno che si snoda lungo la costa, tra le panchine di granito dedicate ai ricordi più cari degli abitanti, è stato un addio dolce e raccolto.

Un’ultima sosta d’assalto da Walmart a Quincy per fare incetta di snack americani da infilare in valigia, e alle 15:00 in punto arriviamo al Logan di Boston per riconsegnare il van e imbarcarci sul volo ITA Airways delle 18:15 verso Roma Fiumicino. Il 1° novembre rientriamo a Milano Linate stanchi, ma con gli occhi e il cuore colmi di meraviglia. Porto a casa ricordi splendidi condivisi con mio marito Massimiliano e con un gruppo fantastico, impressi per sempre nella mia personale casa dei ricordi. Alla prossima avventura!

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